Archivio per marzo, 2014

Google Street view, Cyclodeo e le mappe per ciclisti

Scritto da Serena il 22 marzo 2014

Una volta era solo Google maps. Ci siamo abituati a usarlo per cercare informazioni stradali, per avere indicazioni sui percorsi e scegliere le strade più corte, con meno traffico o con meno curve.
Poi è arrivato Google Street View, con l’omino giallo da trascinare con il mouse direttamente in strada per vedere con i suoi occhi incroci e palazzi. Questo servizio di mappatura è stata una reale rivoluzione e all’inizio tutti, non neghiamolo, l’abbiamo usato per cercare casa nostra, per riconoscere i luoghi familiari, per capire a quando risalgono gli scatti. C’è poi chi lo ha usato per fare dei sopralluoghi, chi per ritornare in posti in cui era stato anni prima e chi per fare dei viaggi in capo al mondo comodamente seduto davanti allo schermo.  È bastato scattare foto ad altezza d’uomo con una telecamera montata sul tetto di una macchina per darci una prospettiva a 360°, aiutandoci a orientarci meglio durante i nostri spostamenti. Tutte queste cose, però, le conosciamo bene.

Cosa succede, invece, in quei posti dove le macchine non possono passare? Per risolvere il problema, alcuni anni fa Google Street view ha introdotto un nuovo tassello al suo sistema cominciando a mappare attraverso il Trike, un’insieme di attrezzature (telecamere, GPS, ecc.) montate su un triciclo, aprendo all’omino giallo i centri pedonali, i parchi, le piste ciclabili. Se le auto di Google Street view ci hanno dato una visione più globale, il Trike permette di definire quei dettagli che altrimenti andrebbero persi. Vicoli, siti archeologici, siti dichiarati patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e altri posti dove sarebbe impossibile far circolare un’auto ora sono visibili e visitabili virtualmente tramite Street View.
In realtà, l’idea di poter mappare tramite una bicicletta ha portato sia Google Maps che altre compagnie ad ampliare la prospettiva e pensare a usi e modi per rendere la vita più semplice ai ciclisti. Attraverso una combinazione fra le mappe di Google e Street View è possibile calcolare i percorsi per le biciclette e fornire ai ciclisti un vero e proprio navigatore personalizzato, tenendo conto del traffico, della tipologia di strada, delle curve, ecc.

Photo credit: Mariusz Kucharczyk

Photo credit: Mariusz Kucharczyk

Sulla scia di Google, c’è anche chi ha creato servizi analoghi e particolarmente interessanti. Uno per tutti, lanciato nel 2013 e sbarcato alla fine dello scorso anno anche a San Francisco e New York, è quello di Cyclodeo, una startup olandese che ha integrato il sistema di mappe con una serie di riprese effettuate tramite una videocamera installata su un caschetto da bici. Lo scopo non è solo dare ai ciclisti le giuste indicazioni stradali su determinati percorsi, ma fornire una vera e propria panoramica della condizione delle strade. Per un ciclista che - una tantum o regolarmente - si sposta su due ruote nelle città è fondamentale riuscire a vedere prima se ci sono delle piste ciclabili a disposizione, com’è la qualità del fondo stradale, quanto sono bike friendly gli itinerari suggeriti. In sostanza, chi partecipa al progetto di Cyclodeo non fa altro che filmare un itinerario ciclabile, mapparlo indicandone durata e lunghezza e pubblicarlo. In questo modo, è possibile osservare il percorso in tempo reale, rendendosi conto anche della complessità degli incroci, del traffico e di quanto gli spazi delle piste ciclabili - se presenti - vengano rispettati da auto e pedoni.

Certo si tratta di un progetto ancora in via di sviluppo e al momento Street View è sicuramente più avanzato, oltre che permettere la personalizzazione dell’itinerario, ma la nascita di numerosi servizi pensati per i ciclisti è un segnale interessante.
Si parla fin troppo, infatti, delle possibili modalità di riduzione del traffico urbano e rendere la vita facile a chi sceglie di usare la bicicletta per gli spostamenti quotidiani è sicuramente un primo passo. Oltre a questo, però, non bisogna sottovalutare le possibilità legate al turismo, sia dentro che fuori le città, e una panoramica sempre più accurata delle strade ciclabili - se non addirittura delle piste ciclabili - è quasi d’obbligo e Street View e servizi analoghi puntano in questa direzione.

Photo credit: Richard Masoner

Photo credit: Richard Masoner

C’è poi chi va oltre e, sulla base dei dati raccolti da Google, ha escogitato dei modi per simulare delle pedalate in giro per il mondo stando comodamente a casa propria. Immaginatevi sulla vostra cyclette, a casa o in palestra, a faticare con attorno i panorami dell’Australia, della Svezia o della California. O, perché no, le zone più belle d’Italia! Questa, però, è un’altra storia di cui vi parleremo presto in un altro post.

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